Sigfrido OLIVA

Categoria

Pittura 

Luogo di nascita

Messina

Data

19 febbraio 1942

Residenza

Roma

Telefono


E-mail

sig.oliva@gmail.com

Sito Web

www.sigfridooliva.com

Collegamenti Web

 

Data adesione

Giugno 2012

         

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             PITTURA
   
                  

Nella puntata di sabato 23 aprile 2011 del magazine di Rai Educational dedicato all’arte e alla cultura (Rai Tre, ore 16:20), ospite in studio l’artista figurativo Sigfrido Oliva

«Roma è un luogo a cui sono affezionatissimo – conferma Oliva, ospite nello studio di Art News – e in cui mi sono affermato artisticamente. Vi arrivai, tra l’altro, quando in città c’era un fermento culturale molto importante e ben radicato».
Un figurativo doc che non si sente in nessun modo fuori posto nell’arte contemporanea, dove istallazioni e performance concettuali sembrano prendere sempre più piede: «Mi sento in buonissima compagnia – conferma – visto che sono sempre di più i giovani che ritornano all’uso “tradizionale” del pennello.
Non si pensi tuttavia che i figurativi non amino le cose stravaganti: a me ad esempio piace dipingere l’aria e per farlo uso un segreto molto antico che fu di Leonardo da Vinci, che consiste nel mescolare il colore del soggetto con quello dello sfondo».
Ma Leonardo è solo uno degli artisti su cui si basa l’ispirazione di Sigfrido Oliva, secondo cui l’arte di oggi non può prescindere dallo studio e dalla conoscenza dei grandi del passato:
«Tra questi rientrano anche Antonello da Messina – conclude l’artista – che fu forse il primo che da piccolo mi fece innamorare di questo mestiere e Van Gogh che ho cercato di imitare in una fase utilizzando i colori da lui preferiti e cioè il rosso, il verde e il blu».




Biografia e Mostre

Sigfrido Oliva nasce a Messina il 19 febbraio 1942. Trascorre gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza a Barcellona, cittadina della provincia, dove si trova la casa materna. 1958 Frequenta i corsi serali della locale scuola di Arti e Mestieri, in cui la sola regola applicata e quella di copiare calchi di gesso e opere degli antichi maestri. 1960 Prima mostra personale allestita nelle sale della “Corda Fratres”. L’esposizione raccoglie un gruppo di quadri a olio, per to più tavolette, e alcuni disegni. 1961 Abbandona la Sicilia e, inseguendo il sogno della pittura, si trasferisce stabilmente a Roma. Continua a dipingere, ma per sopravvivere e costretto a lavorare nella bottega di un restauratore. Nel frattempo, pero, partecipa alle mostre collettive. 1963 Lascia il lavoro di restauro e consacra totalmente il suo tempo all’attivita di pittore. 1966 Si iscrive ai corsi della scuola libera del nudo presso l’Accademia di Belle Arti. Visita Parigi durante una gita scolastica, guidata da Enrico Crispolti e Piero Guccione. Rientrato a Roma, dopo aver fatto un bagno di pittura nei musei parigini, interrompe to studio del nudo e approfondisce le sue ricerche nella pittura di paesaggio. Questi sono, per Oliva, anni di formazione culturale e di incontri importanti. Conosce Giovanni Carandente, Bruno Caruso, Alfonso Gatto, Franco Gentilini, Carlo Levi, Mino Maccari, Antonio Marasco e Domenico Purificato. Nel contempo fa amicizia con personaggi anche dello spettacolo e del cinema: Bruno Lauzi, Achille Millo, Massimo Ranieri, Caterina Caselli e Mauro Bolognini, i quali acquistano i suoi quadri. A questo periodo risalgono anche le sue prime esperienze nel cameo della stampa d’arte: familiarizza con l’acquaforte, con la linoleografia e in seguito con la litografia. 1969 Mostra personale alla Galleria “Il Capitello”. Testi in catalogo: Elio Mercuri e Carlo Levi. Con questa esposizione romana ha inizio una lunga serie di mostre in varie città italiane. Lo stesso anno si sposa con Luisa Ariemma e visita la Spagna in viaggio di nozze. 1970 La casa editrice Polymnia pubblica un libro in cui sono raccolti trenta disegni accompagnati da scritti di Carlo Levi, Domenico Purificato, Bruno Caruso, Mino Maccari e una raccolta di recensioni apparse sulla stampa. La Galleria Toison di Madrid allestisce una sua personale, mentre i quadri di Oliva cominciano a viaggiare oltre confine: Bruxelles, Copenaghen, New York e altre città europee e oltre oceano. 1972 Esce un quaderno d’arte che riunisce opere di Oliva eseguite tra il 1965 e il 1972. Il testo e di Elio Mercuri. Intanto 1′attività espositiva si intensifica. Successivamente, conseguita la maturità di liceo artistico, si iscrive al corso di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti tenuto da Antonino Scordia. 1974 Espone a Venezia, Galleria Santo Stefano, il cui catalogo reca un testo di Alfonso Gatto. Nello stesso anno, il Comune di Caprarola e 1′Assessorato alla Cultura allestiscono una sua mostra a Palazzo Farnese. 1983 Conclude gli studi all’Accademia, mentre una sua mostra itinerante fa tappa in diverse città d’Italia. Si tratta di quaranta opere grafiche ispirate alla satira di quattro maestri: Goya, Daumier, Grosz e Maccari. Intanto l’annuario Bolaffi gli dedica una pagina, grazie alla segnalazione di Maurizio Fagiolo, 1985 Esce un libro che riunisce le incisioni sulle fontane di Roma, con poesie di Gianni Franceschetti e un testo di Giuseppe Selvaggi, Edizioni Orsa Maggiore, Ostia-Lido. 1986 Esce un’antologia di scritti sull’opera di Oliva, Edizioni Kappa. Contemporaneamente illustra le poesie di Gabriella Papa: Insieme, Editore Gabrieli, Roma. 1987 Partecipa alla Biennale della Grafica nella Repubblica Democratica Tedesca, Berlino. Illustra le poesie di Giovanni Brambilla: Cambiare, Nuovi Orientamenti, Roma. Contemporaneamente si inaugura una sua mostra di acqueforti al Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, Fondazione Fora, Città della Pieve, con un testo in catalogo di Renzo Vespignani. 1989 Esce il volume Itinerario grafico con un testo introduttivo di Maurizio Fagiolo dell’Arco, Edizioni Kappa, Roma. 1991 Prepara due mostre personali: la prima alla Galleria Consorti, Roma; la seconda alla Galleria Spazio Arte, Perugia. 1992 Partecipa alla mostra “12 incisori siciliani”, allestita a Villa Zito, Palermo e successivamente ripetuta alla Calcografia Nazionale di Roma. Esce il volume Sigfrido Oliva, album romano e altri dipinti, Edizioni Kappa, Roma. Il libro comprende, oltre al testo introduttivo di Renato Civello, scritti di Alfonso Gatto, Guido Giuffre, Enzo Siciliano, Renzo Vespignani ed altri. 1995 Espone una serie di incisioni sul tema di Roma, Galleria della Tartaruga. Partecipa alla mostra “Roma nell’Arte ” , Italarte Fine Print. 1996 Mostra personale alla Galleria Italarte Fine Print, Roma.


Critica

IMMAGINARIO ED ELGIA

E’ il rapporto tra luce ed ombra, come discendendo dalla pittura invece che dal disegno, che si fa robusto e necessario nell’acquaforte. Un dato pittorico, visuale, di una plasticità in cui i rapporti volumetrici sono fasciati d’aria, in cui lo spazio pare percorso dal brivido lieve del vento. Ritrovo questo nelle acqueforti di Sigfrido Oliva. Certi suoi bagnanti, la gente che sta sulla spiaggia al sole, seduta sullo sdraio, ragazzi, madri, bambini, mentre il sole delle tre brucia la carne e un refolo di vento improvviso può lenirne la presa, - questi suoi bagnanti hanno uno spessore concreto come se la vita potesse essere sorpresa sulla lastra di rame ed eternata. Gatti, fiori, viali di Villa Borghese a Roma con i prati mangiati dalla polvere, - Oliva sembra possedere un artigianato tale che niente di ciò che vede sfugge al suo bulino. Ma questo artigianato è poi investito dal soffio della poesia. Le immagini che affiorano sulle lastre, sembrano tutte evocate dentro lo struggimento della memoria. Nella acqueforti di Oliva tutto è passato, tutto pare esumato dalla morte, attraverso un sentimento insidioso di perdita e di dolore.Il presente stesso è così: un paesaggio, o un colombo che becchetta a terra il mangime casualmente trovato. L’acquaforte novecentesca ha in Italia una sua storia. Moranti e Bartolini i grandi di oscuri; Vespignani un tramite necessario, inevasibile. Oliva sente fortemente un tale complesso magisterio: ad esso non si sottrae, ma non ne resta schiacciato. Se ne difende con la propria natura lirica, - quella che gli dà la possibilità di rivivere nella luce dell’immaginario e dell’elegia qualcosa di irrimediabilmente perduto, e in cui crede per un bisogno delicatissimo d’amore. - Enzo Siciliano, 1990

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