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Il cenotafio di Palinuro
Intrepido nocchiero, che solcasti sicuro le impetuose onde di Schilla e di Cariddi, portando in acque chete di più lontane mete il figlio di Afrodite, per volontà divina perdesti la tua vita. Per l'incolumità di Enea, Poseidone, avverso, alla citerea dea chiese una preda in cambio. E tu, O Palinuro, tradito da Morfeo, in profondo sonno immerso, cadesti in queste acque, davanti ad un'altura a forma di zampa di leone. E mentre onde impetuose, in altre terre ascose, lontano, ti portavan, stancamente nuotando, e la costa di Caprioli anelando, esausto vi giungesti. Uomini incolti ti spinsero negli Inferi, all'approdo. Il tuo corpo, dai flutti del mare sbattuto, vagò tra gli scogli di questi aspri lidi. Dove, per volontà di Enea, ti fu eretto un tumulo, che, vincendo l'oblio, perpetuò il tuo nome, e rese eterna Caprioli. Fur |
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