
Raffaele e
Caterina Fuccella
ARTISTIxCASO
(Poesie
e
dipinti)
PREMESSA
Questa raccolta
di poesie, dedicata a mio fratello Enzo, è stata
scritta in
età matura, cioè in
quell’età
di mezzo, in cui né la giovinezza ti avvolge con il suo
romanticismo fatto di
illusioni ed ideali, né in età senile in cui
predomina il pensiero della natura
effimera e della caducità della vita.
In
quell’età in cui vai alla ricerca della tua
identità, scavando
in quella zona intermedia tra conscio ed inconscio che gestisce
abitudini,
istinti, emozioni e memorie non immediatamente accessibili, per cui il
tuo modo
di esprimerti diventa ermetico, il lessico difficile e la parola
insolita, ad
effetto, spesso desueta.
Questo libro
vuole realizzare un connubio tra poesia ed arte
pittorica. Infatti le poesie sono inframmezzate da dipinti
dell’artista:
Caterina Fuccella.
L’ora migliore.
Nella
pace immerso,
assorbo
il silenzio;
cessato
è ogni rumore.
Col
corpo inerte,
nell’oscurità
mi abbandono,
mentre
la mente vaga,
spaziando
per l’etra eterno,
saltando
gli steccati,
sfondando
ogni confine.
Bella
è la notte pria
che
il sonno avvenga.
L'ora
migliore per creare.
Sguardo sul mare

Tormento
Fischi,
sibili, urla
poi
un lieve frascheggio,
dopo
una calma silente.
Alberi
secolari stroncati,
rami
sparsi e dispersi tra
la
zollosa, arsa, terra brumale[1].
Così
conflitti, tregua, pace
nel
mio animo s’intrecciano.
Connubio

Tempo
che antico
incalzi
Tempo
che antico incalzi
non
sbiadire
un'immagine
cara,
Non
sfumare
un
volto, un gesto,
un'espressione,
Non
consumare
un
ricordo sublime,
non
disperdere
una
sensazione viva.
La
memoria mi bisogna
mi
conforta
mi
consola.
Conwy river

La gente osserva e in fretta va.
Un vecchio in
carte abbozzolato[2]
solo giace sul
lurido selciato,
con
vana speme porge la cionca man.
La gente
osserva e in fretta va.
Un bambino col
panico sul volto
la mamma
perduta ha nella folla,
dal tremito
squassato piange sommesso.
La gente
osserva e in fretta va.
Una fragile
vecchietta borseggiata
aiuto chiede da
terra dolorante.
La gente
osserva e in fretta va.
Una fanciulla
dalle vesti strappe[3]
attonita vaga
con occhi sbarrati.
La gente
osserva e in fretta va.
Un ragazzo da
belve trattenuto,
scorto l'ago
appressarsi al braccio,
si dibatte col
torso denudato.
La gente
osserva e in fretta va.
Ratta[4]
una moto investe un tal,
geme meschino
con le gambe rotte;
per celarsi
prosegue il guidator.
La gente
osserva e in fretta va.
Spasima un uom
colpito a morte,
mentre arrossa
la vita il sangue;
lentamente si
dilegua l'aggressor.
La gente
osserva e in fretta va.
In fretta va,
sempre più in fretta va.
Sovrappensiero

Abbandono
della
campagna..
Povero campo
denegato[5],
indifferente
non attendi
più d’esser arato ...
Nel ricordar
l'industre[6]
contadino,
che con cura ti
rendea fecondo,
ormai
non trovi più una dimora aprica
e incolto stai,
da folta
erba selvatica
e da cuscuta[7],
neghittoso[8]
ti lasci saccheggiare.
Da lunghe
implacabili stagioni
annerita pende
il paiol del villico[9],
che attratto
dalla lucente macchina
meccanica corre
nell'urbe grande.
Il falcetto
profanato e liso dalla
ruggine in un
cantuccio ha abbandonato.
Hai ragion
d'essere offeso, ma di
miseria
è colpa e d'ignoranza.
Non perder la
speranza,
presto
l’uom capirà
ch’era
il tuo apporto
a farlo pingue
e felice.
E tutto
rinnovato riavrai bello l'aspetto
e le tue vene
ancor saranno madide d'acqua
e di nuovo
udrai del desiato fattor il canto.

Ed è amore.
Fuoco avvampa,
famelico divora,
coi bagliori
ravviva
un intimo
triste e spento.
... Ed
è amore.
Gatti innammorati

In compagnia di me
Dopo elusione[10]
inquieta
Io parlo al fin
con me,
lungi il
goliardo riso[11]
,
spesso abituale
o falso,
ultroneo mi
accompagno[12]
per tutta la
serata...
Mi scavo e
porto in luce,
d'atavico
orgoglio intrisi,
lieti rancori
inulti[13],
che lascio
decantare
dello
sprezzante sdegno.
Mi sento allora
folcere[14]
da linfa
vigorosa
e
finalmente libero
mi beo ed
assaporo
la compagnia di
me.

Verità
cercando
Dei silenzi
cacciato dall'eco
e dei pensieri,
dagli incubi che
la notte
piena fan d'orridi eventi
al risveglio
instanti[15]
d'angosciosi
sensi, dalla
luce accecata di
mistero, dai
cenni dell'improvvida
natura
emergenti dolorosi,
dal senso
tumultuoso della vita,
in me cammino[16],
verità cercando...

Incubo
Nebbia del
tempo che dilaghi
e nell'oblio
nascondi
miglior corso
di vita,
la pioggia dei
ricordi non t'allasca[17]
e vita e morte
insiem tieni
assemblate.
Perché
non hai velata
la desta
realtà[18]
di quella sera
quando mi colsi
della colpa
amico?
Orribile
intreccio

Flash
mentali –
Nebbia sul lago
Dall'acque al
cielo colore
grigio chiaro,
effuso[19]
un morbido
silenzio, sulla
breccia della
rezzosa[20]
riva odi lo sfigmico
fiottar[21]
dell'onda breve.
Una gran voglia
di restare soli,
pallide forme
dissolventi
percepite
appena, un senso di
vago ti solleva
e con le
ombre voli.
Nebbia sul lago.
Castello
di
Caernarfon.

Neve
Nel bianco
tripudio di punti vivi
un fitto
colorato serpeggiare,
uguali
formichine con le ali,
tuffate nelle
eterno, accarezzan
le colline,
rubando alle vette
incielate degli
alpestri monti
il respiro
flemmatico del tempo.
Corpi.

Attesa
Grave incombemi
l'attesa ...
offusca la
cervice[22]
tra
spasimi mi svuoto
mentre il
cruccio resta
e il pensier
non si allontana.
Aspettandomi mi
sperpero[23].
Volto di Bambino.

Spettri
... e vi rivedo
ancora
orrendi spettri
Insoluti[24]
venuti dal profondo
ad istigar
l'incerto
a suscitar
spavento;
L'infanzia
è ormai lontana
e voi sostate
...
Le facce
rinnovate,
Le forme
adescanti e più agghindate,
... sempre gli
stessi siete.
Castello di Caernarfon (baia)

Le fate
Per burla
amorevole del vento
o dell'eco
bizzarro delle valli ...
Io l'ho sentite!
Per giuoco di
luce inaspettata
o d'una svagata
interferenza,
sulle scope di
fascine, volanti ...
Io l'ho vedute,
giovani,
spensierate, sorridenti!
Perché
mi si negò la lor presenza?
Dalla
matematica accurata
mi proiettano
nella fantasia:
allegra, dolce,
libera, sbrigliata.
Farfalle.

Illusione
L'illusione non
si consuma:
dal penoso
doler, la vita
ti distrae e
Inerte ti
sussurra,
secondo i desii
tuoi, subdoli
arcani suoni.
Nella
divinazione[25]
della
incoscienza si
conforma
la ignara
metafora di te:
L'illusione non
si consuma.
Il castello di Rhutin.

Ricordo.
Ho rivisto un
volto,
un volto amico;
ho colto un
sorriso,
un sorriso
amico;
sulla nuca ho
avvertito un tocco,
un tocco amico.
Nel caldo
d'agosto
coi primi
chiarori dell'alba
chiuse precoce[26].
Ero alla messa
dei Cappuccini
di sorpresa, da
tergo
uguale dolce
carezza
da quinci
addietro son vent'anni[27].
Guardami.

Horae subsecivae (Pensieri ruscellanti)
Per l'aere un
cicalare,
intorno una
caldura ...
Disteso alla
querciosa ombra
dai pensieri mi
lascio ruscellare[28]:
vedo un bimbo
biondo
ruzzante[29]
al padre buono,
un giovine che
fa ripromissione[30]
un uomo
perplesso e sconcertato
una donna forte
ed incorante[31]
un'altra stanca
e rassegnata...
Vedo due bimbi
biondi
ruzzanti al
padre buono.
Intorno ancor
caldura,
locuste e serpi
pacchiano,
un ciuco afato[32]
cionca.
Paesaggio autunnale.

Caro atavico
retaggio
Di animal
vetusta branca[33]
dalle onde
cullata
enorme, forte,
stanca
protendi nel
mare addormentata.
Sempre ti ho
davanti.
Intorno orti,
canne, gelsi
Masse
petrose sovrastanti
sterpi, aranci,
ulivi eccelsi
case sparse,
anzi distanti.
Seppure margotto[34]
altrove,
l'immagine tua
incombente
gran pace mi
promuove,
che dolce si
diffonde
come sonno nel
caldo pomeriggio,
mio caro
atavico retaggio.
Castello di Conwy

Contaminazione
Sul pianoro va
un piar d'uccelli,
accline per la
valle
l'orezzo[35]
lo diffonde.
Chiara
giù pei calanchi
tra cedui cerri
allegra stroscia[36]
l'acqua.
Giù
verso la piaggia non gruga[37]
più l'uccello,
putre per le
calanche l'acqua,
mestamente
fluisce nel mare.
La fiumara (disegno).

Crepuscolo
Alla pescaia
immota
il vecchio
curvo d’anni
serra il
giglione,
ma il remo
è tardo,
il gozzo non
s'abbriva[38]...
Giace sul fondo
l'abbicata[39]
rete,
beffardi
guizzano i pesci,
mentre il sol
morente all'orizzonte
urla gli ultimi
sprazzi di luce.

Il mondo nuovo
Femmine nella
scorza belle si vendono,
donne si
vendono e uomini,
sconfidati[40]
giovani abrogano[41]
anzi si
annullano.
Vecchi ricusati[42]
languono,
parcati bambini
tentano mesti un gioco ...
Altri, cui
vivere è concesso,
festosi corrono
al mondo nuovo.
Si spera
ma sempre
l'illusione è caduta.
Chissà?
La chiesa dell’Annunziata.

Nausea
Sto in poltrona.
Picari[43]
egotisti ciarlano,
con dire
involuto ed ambiguo
col fare
enfatico ed uggioso.
Mi rivolto in
poltrona.
Automi pilotati
dal potere,
padroni del
pandemio[44],
dileggiatori
della virtù,
impietosi,
crudeli, barbari,
procedono sui
cadaveri
farneticanti
nel delirio.
Mi sprofondo in
poltrona.
L’urlo.

Protagonismo
Non sente verba
che non sian
le sue, i casi
tuoi mette
in non cale, e
non t'ascolta,
nell'accordo
assorto[45]
di parole sue.
Tutto la
presunzione gli spiana,
tutto
è fattevole, tutto brama.
Tra i
piaggiatori[46]
enfiato[47]
Si compiace e
pontifica
beato,
perché appagata
è la
premura sua incombente:
esser
più bravo, più potente.
Di protagonismo
malata
Ti vedo
gravemente e ti
compiango,
società spietata!
I gatti e l’uccellino.

Dubbio.
Ho un dubbio
un dubbio
atroce:
restare o
uscire dal mucchio?
Insueto[48]
ha sopportare gli altrui soprusi
o chiudo gli
occhi o fo ammutinamento.
Ma allor che
emerso sia
vaso di coccio
tra ferrosi vasi
Ancora
praticherò costumatezza[49]?
E se tra gli
invitati
nel piatto
grufolanti[50]
onor
farò al banchetto?
Nel dubbio
soprassiedo,
Chiudo gli
occhi, e sto nel gruppo.
Donna misteriosa.

Il potere.
Un muffido
barbogio[51]
dal naso simo[52]
e dalla lunga
bazza[53]
con aspetto
mortigno
nella motriglia[54]
guazza.
Con gotto[55]
lercio
e con gorgate[56]
e rutti
messe di vin fa
nella strozza,
di lurida
bazzoffia[57]
lurco[58]
si rimpinza il buzzo[59].
Di tal sembianze
Mi figuro in
mente
l'arroganza del
poter
che laida,
immonda,
prepotente
scempio fa
d'ogni altro
onesto sentimento.
Albero in fiore.

Marionette.
Uomini armati
in guerra,
di domini
fittivi intesti[60],
per fare di
pochi l'utile,
si uccidono
accaniti.
Non vedono o
forse sanno
che sono solo
marionette
e che tali
resteranno.
Il
castello di Rhuddlan (pastelli a cera).

Sopravvivenza.
Alberi congesti[61]
in lotta,
a cercare la
luce intenti,
scontorti si
rincorrono per l'etra,
onde il
più tardo soffoca
ed il
più lesto scappa.
Il fusto
rampicante
sente l'odor
del tronco,
angue[62]
rizzato tende
le sue elicose
punte,
s'avvinghia
forte e strangola
Chi statica
l'accolse.
Fiori.

Delusione.
Con me solo a
tarda notte
per il corso ho
passeggiato,
Sulla sedia del
mio ufficio
Il cappotto ho
ritrovato,
stupefatto e
sconcertato,
poi di colpo
una mazzata:
leggo afflitto
che lusorio
un safari
hann'arganato[63]
tra amazzoniche
foreste
per cacciar
l'indio indomato,
mi raumilio e
mi sconfesso[64]:
questo mondo
scende ancora.
Ritratto

Laddove
civiltà sgavazza[65],
di
cibarie
inceppa e di
libame
zuppa
sì patulla[66],
umani
lanternati senza labe[67],
anzi
gli anni
inalbati[68]
palici
e inaliditi[69],
non
più
suffolti dalla possa[70]
che
fame ha
ormai dissolta[71],
fiottano[72]
e muoiono.
Il
mondo
resta assurdo[73]
I
fondi
intanto sugati[74]
son
dagli
arsenali.
Potenti
ipocriti e mendaci
si
fingon
disarmisti...
Trattano,
anche concludono mentre
mene[75]
segrete ordiscono,
ingordi
e
cinici inseguono
Il
primato
... Tant'è la pace!
72 Affari
Paesaggio marino.

Risveglio.
Sopito nel
letargo dell' indugio
ratto ti svegli
amore,
Porti con te
felice l'ossessione
di due occhi
misteriosi
macchiettati
nel docile marrone
da cupe ombre
fugaci ...
Trepido, nel
buio, guardo la notte
sensitiva, nel
silenzio
dilatato
ascolto il fremito
esaltante
dell'attesa ...
Farfalle e Fiori.

Fatalità.
Un giorno la
notai,
era fra tante,
non la rividi
mai
se non in sogno
...
Poi una mattina,
una di tante,
schiuso l'uscio
stanco,
con occhi fondi
bella mi
illuminò
tutto di dentro.
Il ponte Fawr a Llanrwst.

Notte d'amore.
Per tutta la
nottata
viva mi rimane
accanto.
Insieme
trasogniamo
alle fasmate di
nuvole vaganti.
Insieme
vibriamo
alla pulsante
luce
di stelle
dameggianti.
La lutea luna
sfavillante
lungo il ciel
si trascina.
Insieme
sbigottiamo
all'ansare
carezzevole
dell'onda sullo
scoglio.
Insieme
c'incantiamo
allo sfrascare
di alberi
al caldo, dolce
soffio
Della notturna
brezza.
Insieme
c'estasiamo
al canto dei
grilli, stridenti
la loro voglia
d'amare.
Insieme
c'impregniamo dell'aroma
della sabbia
uliginosa[76]
permeata dalla
vogliosa brina.
Insieme
attoniti ricontiamo
le rade luci
nelle case,
gran parte
spente a suggellare
il desiderio
appagato.
Seducente sera
di luglio
con te
rinforzo, anzi
rinnovo, un
grande amore.
Amore profano.

Fermati!
ove tendi, chi
ti attrae?
Perché
assommi vite trascorse?
Che te ne fai?
Rallenta almeno!
Fammi amare.
Gatti su prato.

Amor
non colse.
Occhi
nell'ombra cupa rinserrata
inquieti di
offerte malcelate,
Brucia nude a
stento trattenute,
un brivido
represso nel lenzuolo.
Amor non colse.
La sera poi
calò repente
e grigia, ...
la calda estate
aurata[77]
avea percorsa
tutta la sua
strada
... ed era
tramontata.

L’amore notturno.
Sulla
città che dorme
la notte si
distende
a spegner brace
nel cor sempre
latente.
Vola il notturno
zefiro
a destare quel
tanto
dell’amor
che resta ancora.
Di sana
voluttà senza
tormento
il corpo freme.
Compagna mia
d’amor,
o notte chiara,
tu per
l’eterno vai
e
dell’effimero mortal
poco ti cale,
fermati alfin
e godi della
bellezza umana.
Ballerini di tango.

Sa
d’incenso e di castagna,
languido e
struggente
vola dalla
campagna
sulla
città fremente
un suono di
zampogna.
Aleggia, poi si
insinua
nell’animo
rabbioso,
placa rancori ed
odio
e in Palestina
giunge
al cor della
pattuglia.
Tra il pianto
delle madri,
tra i morti e le
macerie
s’arresta
la mitraglia.
Ruderi.

INDICE POESIE
L’ora
migliore
……………………………………………..pag
3
Tormento
…………………………………………….……..pag
5
Tempo che antico incalzi
……………………………..pag
7
La gente osserva e in fretta va
………………..…..pag
9
Abbandono della campagna
……………….…..…pag
13
Ed
è amore
………………………………………………..pag
15
In
compagnia di me
…………………………………..pag
17
Verità
cercando
………………………………………...pag
19
Incubo
……………………………………………………….pag
21
Nebbia
sul lago
………………………………………….pag
23
Neve
..………………………………………………………..pag
25
Attesa
………………………………………………………..pag
27
Spettri
……………………………………………………….pag
29
Le
fate
……………………………………………………….pag
31
Illusione
…………………………………………………….pag
33
Ricordo
………………………………………………………pag
35
Horae
subsecivae
……………………………………….pag
37
Contaminazione
……………………………………….pag
41
Crepuscolo
………………………………………………pag
43
Il
mondo nuovo
………………………………………pag
45
Nausea
……………………………………………………pag
47
Protagonismo
…………………………………………pag
49
Dubbio
…………………………………………………….pag
51
Il
potere
…………………………………………………..pag
53
Marionette
………………………………………………pag
55
Sopravvivenza
………………………………………….pag
57
Delusione
…………………………………………………pag
59
Tant’è
la pace
…………………………………………..pag
61
Risveglio
…………………………………………………..pag
63
Fatalità
…………………………………………………....pag
65
Notte
d’amore
………………………………………….pag
67
Fammi
amare
……………………………………………pag
71
Amor
non colse
…………………………………………pag
73
L’amore
notturno
………………………………………pag
75
Tregua in Palestina …………………………………….pag 77
[1] Terra nebbiosa o caratterizzata dalla foschia tipica della stagione fredda
[2] Avvolto all’interno
[3] Strappate
[4] Rapida, veloce
[5] Abbandonato
[6] Operoso
[7] Erbaccia parassita
[8] Pigro, privo di volontà
[9] Persona che lavora la terra
[10] Evitare qualcuno con astuzia
[11] Senza un allegro sorriso
[12] Volontariamente mi chiudo in me stesso
[13] Non vendicati
[14]Sorreggere
[15] Subitanei, incalzanti
[16] Mi arrovello, medito
[17] Ti abbandona
[18] Consapevolezza
[19] Che si espande
[20] Ombreggiata e fresca
[21] Pulsazione del sangue (similitudine)
[22] Testa
[23] Consumo eccessivo di tempo e di energie
[24] Misteriosi
[25] Svelamento
[26] Conclusione inattesa
[27] Sono trascorsi 20 anni da allora
[28] Trasportare
[29] Giocare intorno
[30] Ripromettere
[31] Premurosa
[32] Sfinito dall’afa
[33] Zampa, artiglio
[34] Clono, riproduco
[35] La brezza
[36] Scorre
[37] Verso emesso dal piccione, tubare
[38] Mettere in moto
[39] Ammassata
[40] Rassegnati
[41] Si screditano
[42] Abbandonati
[43] Imbroglioni
[44] Tutto ciò che è pubblico
[45] Immerso nel frastuono
[46] Adulatori
[47] Gonfiato
[48] Inconsueto
[49] Castigatezza di costumi
[50] Che raspano il terreno col muso come i maiali
[51] Vecchio ammuffito
[52] Col naso schiacciato
[53] Mento aguzzo
[54] Melma
[55] Bicchiere capiente usato nelle osterie
[56] Brontolio addominale, borborigmi
[57] Minestra rustica
[58] Ingordo
[59] Stomaco
[60] Per ottenere poteri immaginari
[61] Ammassati
[62] Come un serpente
[63] Da argano, strumento per sollevare: organizzato
[64] Mi rattristo e mi rifiuto (di accettare)
[65] Se la gode
[66] Si diverte
[67] Uomini illuminati ma senza morale
[68] Ormai invecchiati
[69] Esili e inariditi
[70] Non più sostenuti dalla forza
[71] Liberi dalla fame
[72] Ondeggiano
[73] Attonito
[74] Prosciugati
[75] Affari equivoci
[76] Umida, bagnata
[77] Dorata