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Visione.
Assorto, ascolto le voci arcane, i dolci richiami della natura. Odo il gorgogliar dell'acqua sopra i sassi ed il velato fruscio del vento fra le fronde. Odo il fluttuar lento dell'onda ed il modular canoro degli uccelli. Poi vedo te: abbandonata coi capelli sciolti sulla sabbia dorata. Ho il cuore rigonfio di gioia. Vedo il mare lambire la costa e la brezza dissolver le nubi. |
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Pensiero
stupendo
Sfumata,(Alla mia donna). nell'aria di un tiepido giorno ti vedo, sfarfalli. Col sole riflesso negli occhi, le braccia librate nel vento, ondeggi felice. Oh... immagine dolce! Ricorri costante alla mente ed ogni altro pensiero distruggi. |
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Dolce immagine (A mia madre).
A voi ombre vaganti volgo il mio sguardo. Solo a voi oh immagini dilette oso parlare! A voi, che nel balzar di mente in mente, tutto sapete, io sbigottito chiedo: “Sapete voi qual è il senso della vita? Cos'è la gioia? che cos'è il dolore ?” Ma confuse voi vi ritraete e dolcemente, pian piano sfumando, lasciate me solo ai miei pensieri. E mentre con la mente vado tra profondi abissi e altissime vette, cercando il vero invano, una candida, pallida mano si posa sui miei occhi, avvolge la mia mente. Ecco ! ora tutto è chiaro ! Io so perché si vive, che cos'è la gioia, che cos'è il dolore. Oh cara, dolce immagine irreale! Sol ora, che con materno affetto, carezzi i miei capelli radi, sembro capire che l'unica vera causa del dolore è la continua lotta dell'uomo contro l'uomo. Sol ora avverto tanta pace e tanto, tanto amore. Nel cuore ho sigillato l’impronta di ogni cosa. Ricordo che bambino, sotto al tuo sguardo attento, correvo senza ostacoli, tra prati di trifoglio e cespi di ginestre. |
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Amore e Sogno.
Miriadi di lucciole d'oro, fantasmi dal bianco mantello, vagando nel buio di un cuore, vi portano un poco d'amore. Amare è come sognare: chimera d'un mondo ideale. Speranze cadute e risorte, ricordi di tempi felici, che all'anima triste, avvilita ridanno la gioia, la vita. Amare è come sperare: lusinga di un'ora di pace. |
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Stati d'animo
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Solitudine.
Amaro sconforto: ... esser solo. In romita parte seduto, attendo lo scorrer lento dell'ore. Non mi va di pensare. Ti vedo lontana e ti tendo le braccia, ma esse si avvinghiano al nulla. Amarsi è qualcosa di vivo. A che serve pensarti? Mi illudo di averti vicina, ti guardo negli occhi e sorridi. Ma è sogno irreale. La luce mi porta nel vero ed è triste trovarsi scorato. ... Solo. Sempre più solo. |
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Sconforto.
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A se stesso. |
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Il sognatore
Prova a sognare un mondo diverso, fatto di uomini che si tendono la mano in un girotondo nell'infinito universo. Dove tutti i popoli danzano giulivi, senza più guerre, né dissidi, né liti. Senza distinzione di razza né di ceti sociali. Senza più schiavi, né caporali. Sogna una vita fatta di felicità e fratellanza. Senza fame né cupidigia, senza odio né intolleranza, ricco solo di amore e amicizia. Sogna un mondo senza rancore, dove non esiste il male, e regna solo il buonumore. Sogna uomini e donne abbracciati senza timore senza percosse, né tremore, felici di vivere insieme, godendo del loro fulgore. Sogna uomini bianchi, gialli, neri o di colore dell'arcobaleno, che tengono in seno desideri di pace. Sogna che ruzzano con gli amici, saltando allegri e felici nelle stesse strade, nelle stesse piazze e nelle stesse contrade. Sogna navi pieni di gente che non vanno mai a fondo, ma solcano il mare profondo per vedere solo le bellezze del mondo. Sogna un mondo senza imperatori né comandanti, senza pazzi regnanti. Sogna gente diversa solo nella bellezza, ardenti dal desiderio di una carezza. Sogna … E che il sogno non finisca mai. |
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Nel nulla.
Che senso ha la vita? Amare, sognare, sperare ? Effimera cosa è l'amore! Immagini vaghe nei sogni! Il vero dissolve la speme. E' bello obliarsi, vagare nel nulla. |
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Davanti ad una scultura di donna.
Con la tua pelle eburnea, posi le stanche membra su un giaciglio di marmo. Rimani nei miei occhi: un corpo sinuoso con l'armonia del bello. |
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L'alternanza democratica.
Una sparuta minoranza di uomini piccoli, piccoli comincia a gridare. Il frastuono delle loro false promesse si fa sempre più forte. Le loro grida ingannevoli cominciano ad insinuarsi nelle menti di molti. La greggia amorfa del popolo profano comincia ad oscillare. La menzogna dei pochi diventa la speranza di tanti; I governi crollano. Poetando alla manzoniana maniera: "Il forte si mesce col vinto nemico, col novo signore rimane l'antico" l'una parte e l'altra sul groppone "vi sta". |
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Senilità
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La tristezza della sera.
È un altro giorno che muore, una pace profonda m’assale. Il sole silenzioso s’immerge nel profondo rosso del mare. Bisbigliano i nidi nell’ombra. Soltanto si odono i passi di chi frettoloso rientra, in una città brulicante di vicoli e sassi. Duro è stato il cammino, più lunga l’attesa. La meta ormai s’avvicina. Già la tocchiamo col cuore che avvampa, mentre più grevi si fanno i pensieri, su una via che s’arrampa. Tra breve ci sarà tanta pace, cesserà la fatica degli erti sentieri. Un brivido percorre le membra, s’accende in me una nuova certezza, un nuovo pensiero mi schiara: domani sarà un altro giorno! Un giorno di luce, si spera! |
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Ricordi.
Aride foglie morte ricordi di un tempo che fu, di un tempo passato, remoto lontano, che echeggia ancora, portato dall’ ali leggere del vento ...un sospiro. Esse s'innalzano, lievemente sospinte dal turbinio dell’affanno e, poco a poco, una danza frenetica, incalzante, mi ammalia, mi avvince, mi incanta . Dolcemente cullato dai sogni, la malinconia mi invade, m’assale. ...Poi piove. Piovono lacrime amare dal mio volto annegato nei ricordi. |
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La mia infanzia.
Ai primi albori avverti gli odori della terra, arata di fresco. Intravedi immagini a te familiari: filari di grossi ulivi ormai secolari. Macchie di spine e di ginnaste in fiore in un accecante giallore. Sentieri rupestri appena battuti, infiniti prati di trifoglio sperduti. Odi il canto di uccelli nascosti tra i rovi. Il rumore dell'onda del mare che picchia sugli scogli salmastri. Il gorgoglio di un ruscello che scorre lento, scavando la strada tra i sassi. Un bimbo che gioca felice nell'orto, mia nonna che chiama a gran voce e il profumo del piatto fumante. |
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Vita e morte.
Una foglia che cade, un fiore si schiude; l'usignolo che canta, il gemito di un corpo morente; la pioggia che scende sull'arida terra, il sole nel brullo deserto divampa. Potrà mai una vita che nasce, sostituire una vita che muore? Che strano gioco è la vita! Quel che pria dà si riprende. In questo ritmo alterno qual è la funzione dell'uomo? Si nasce, si cresce, si muore! Cosa resterà all'universo di questo perpetuo mutare? Resterà alla memoria del tempo un segno del nostro passaggio? O tutto svanirà nell'oblio, e nessuna traccia resterà del passato? |
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La notte
Cala la notte, le stelle si accendono e i sogni vagano nella mente di chi si addormenta. Un'immagine appena sfumata appare e si aggira raminga: un angelo nudo, con due seni appena accennati e il monte di venere glabro. Sogno frequente di chi ormai vecchio, disteso su un letto, vaneggia tra incubi orrendi e visioni ancestrali, inseguendo la sua gioventù, passata da tempo remoto. E sa che solo nei sogni può trovare il conforto della sua sfuggente esistenza, prima dell'ultimo anelito. |
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Confronto.
Alte, grigie ciminiere; nero fumo. Grosse macchine rombanti; larghe strade. Folle immani senza volto; grandi case. Frastornati, frettolosi; cittadini. Ramoscelli mormoranti; verdi prati. Acque terse, chiacchierine; Aere chiaro, cristallino. Calma, immensa pace; bianchi casolari. Occhi vivi, guance smunte; contadini. |
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Il Professore.
Dall'alto del tuo trono, come una statua eburnea, altero, disdegnoso ti senti un semidio. Con aria distaccata, lo sguardo atterritore, ostenti la tua scienza al miserando alunno che, tremolante e muto, finì tra le tue grinfie. Sbuffi, ti arrabbi e stridi, indi, allungando il collo, ti ricomponi e duro, come uno stoccafisso, esclami: " Se ne vada ! Non ha capito niente !" Man mano che s'accresce la schiera dei bocciati, il riverito nome del professore illustre passa di bocca in bocca; nasce così la fama di luminare eccelso, di pozzo di sapienza. Pompato, riverito, riempi la tua pancia ben altro che di scienza! In barba a tutti quanti mangi, ti ingrassi e dormi. Ti senti un gran censore, senza scrupoli, né cuore. |
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Gabbiani.
Distratto, osservo il lento, ritmico volo d'un gabbiano: Quando improvviso, lontano, s'ode l'ulular del vento. Vedo la polvere alzarsi impetuosa, formare un nuvolone inatteso. Il cielo si rabbuia, tutto si fa più oscuro: Così dell'uomo i sentimenti, suscitati improvvisi, oscurano il lento, monotono voler della ragione. |
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Il Mare
Assopito, poggiato su una ringhiera di legno marcito, contemplo il mare. L'infinita dolcezza di un'onda che sulla battigia si spegne. Il suono ammaliante dell'andirivieni della cresta schiumosa dell'acqua. L'immenso azzurro che si confonde al fine col ceruleo colore del cielo. In questa eterna immensità affonda il mio arcano pensiero. |
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Luna piena.
È buio e il cielo è pieno di stelle. Inebriato, ammiro Venere che ad occidente risplende, mentre a meriggio c'è Giove. Tutto il firmamento sfavilla di mille lucine pulsanti. Ma quando spunti tu, o luna, le accechi tutte, una ad una. Con un gran faccione irridente, sembri dire esultante: "Son io la regina del cielo". Man mano che sali nella volta celeste, con la tua argentea veste, illumini di nuovo la terra. E al viandante, che erra smarrito, indichi la strada sicura, nella notte che sembrava buia ed oscura. |
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Vorrei volare.
Vorrei volare, librarmi nel cielo limpido e terso, su due grandi ali remiganti. Dondolarmi, appeso alla coda di una cometa. Scivolare giù, lungo il pendio di un arcobaleno. Tuffarmi in una morbida nuvola bianca ed estasiarmi nell’infinito aere azzurro. |
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Viaggio di fantasia.
La mente arrovellando tra corpi rotolanti e forze lagrangiane, stanco, oramai distrutto dall'arido problema, sui fogli mi assopisco. La fantasia si sfrena. Scrollatasi di dosso ogni inutil fardello, si butta alla conquista di mondi sconosciuti. E dopo aver varcato gli spazi siderali, si trova all'improvviso in una stanza oscura. Poi dopo, poco a poco, si fece un gran chiarore; tumultuose vagavan, in un serrato intreccio, immani masse amorfe: i sogni, i desideri, gli occulti pensieri. Indovinate un po’ Dov’era capitata? Dentro una cosmonave. Avvolti in grandi nubi, balzavano figure, di personaggi “illustri”, valorosi guerrieri di tempi ormai passati: il professor Occultis, Capitan Miki ardito, il grande Blek e Robin, Salasso e Doppio Rum. In groppa ad un destriero, sopra una nube alata, ecco arrivare Tex e dietro a lui, Mefisto lo segue come un’ombra. La fulgida astronave poi vira all’improvviso per altri luoghi ascosi. Volando sulla scia di una biancastra via, tra stelle scintillanti e astri fiammeggianti, ecco che infine approda sopra un florente atollo. Tra cumuli di sabbia ed ubertose dune, affiorano forzieri ricolmi d'ogni bene: ori, diamanti e gemme, che sono la lusinga di ogni umana gente, ma erano difesi da feroci mastini. In mezzo ad essi un vecchio incolto, rabberciato, sotto una palma verde, radici rosicchiava. Allora, spaventata da quell'orribil vista la fantasia svanisce e il sogno qui finisce. |
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Primavera
Da un carro di ghiaccio, tirato dal vento, scende una bimba, con fiocchi d'argento, con una gonna di seta fiorita, allegra e vispa, piena di vita. Porta con se gorgheggi e canti di usignoli lieti e festanti. Fiori di pesco, mandorli in fiore, fan da cornice a prati di viole. Nel cielo azzurro, nitido e terso rondini garrule fanno il lor verso. Grilli saltanti tra erbette fiorite, il gracidare di rane romite, sul bordo intriso di un rivo canoro, la moltitudine di lucciole d'oro, brillando in volo sulla radura, dicono agli uomini è primavera. |
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Agosto 2024
Un'eterea mano ardente ti stringe il collo. Un soffio di aria rovente ti strozza la gola. Un fuoco ti prende dai piedi e arriva al cervello. La pelle trasuda vapore. |
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Autunno
Dolce stagione l'autunno, pregna, a volte di malinconia, a volte di allegra euforia. Nell'aria respiri gli ultimi tepori di un’estate in declino e i primi freddi dell'inverno vicino. Giornate terse e luminose, altre piovigginose ed uggiose. Per l'aere si espande l'odore del mosto e del vino novello. Odi il crepitio di un fuscello, che brucia nel camino ardente, mentre il tepore riscalda il tuo corpo fremente. Odi il vocio di bambini, giocare allegri in cortile, mentre il tuo umore umbratile, soffuso di languori sopiti, ti porta, stupito, in un mondo di sogni. Stagione dell'età senile, Dell'età in declino, quando avverti forte il presagio del repentino avvento del gelo, che scendendo dal cielo. porterà pace alle tue stanche membra. |
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Novembre.
Le uggiose giornate danno l'addio alle albe dorate, ai riflessi d'argento su acque incantate, ai tramonti rosati di sere abbronzate. Addio ai riflessi dei lampi infuocati, alle ultime luci di giorni assolati. La natura si veste con nuovi colori: di grigio cinereo, di scuri giallori. Il soffio del vento da terra solleva le foglie ingiallite, che la pioggia cadente ha reso appassite. Comincia una danza di gocce di pioggia, che i fossi riempie a mo' di una foggia. Addio al cielo di nubi pulito e la brezza leggera dei mesi passati. Le strade son piene di pozze e detriti. |
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Guerra.
Quant'odio serpeggia nell'aria.Ognuno, rinchiuso in sé stesso, non ode le voci pietose, non vede le mani protese. Son mani senza tronco; son mani senza corpo. Ognuno si nutre del sangue degli altri, esanime, esangue lasciando la preda. Che schiera selvaggia, immonda, crudele è quella degli uomini! Son corpi senza volto; son corpi senza testa. |
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Emigranti.
Una scia di uomini in fuga attraversa i deserti; deserti voluti dalla bramosia di uomini avidi. Una scia di uomini fugge alla morte di guerre volute dalla bramosia di uomini avidi . Una scia di uomini in fuga, solca le acque impetuose dei mari. Sognando nuovi albori e approdando a nuovi lidi, diventano schiavi della bramosia di uomini avidi. Hanno lasciato le loro capanne, abbandonato ogni piccola cosa, tra le macerie dei loro villaggi, per vivere tra tuguri di latta, nella polvere di terre lontane; innocenti prede rapite dalla bramosia di uomini avidi. |
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Audendum est. (Naufragio).
Buongiorno alla vita, stringila a te con le dita. Cercala come un naufrago esausto anela la costa, tra i flutti impetuosi del mare in tempesta. Non piegarti al vento che soffia rabbioso, né far si che la corrente ti porti all'occaso. Ergiti come un dio greco, Che comanda protervo, Con cipiglio bieco, sugli eventi malvagi dell'evo. |
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Natale.
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Pasqua Che bello! quell'uovo di cioccolata, |
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Carnevale È arrivato il carnevale, bella festa medioevale dei bambini e dei ghiottoni saltellanti e un po’ burloni. Per le strade puoi vedere Carri, balli, mascherine Giovanotti e signorine, e coriandoli volare, sulle teste della gente che sorride allegramente. Ecco arriva l'uomo ragno, sta per mano a un suo compagno, che è vestito da pirata. Mentre allegra sua sorella,
più piccina e bricconcella, è abbigliata da gran fata. È c'è pure Colombina Stenterello e la fatina, Pulcinella ed Arlecchino, Balanzone e Meneghino. Puoi mangiare a crepapelle La lasagna e le frittelle. E la notte un gran falò di un fantoccio a ricordare Che è finito carnevale |
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Nel giorno dei morti (ai miei cari).
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In ricordo di un amico scomparso.
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A Fiamma
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Il cenotafio di Palinuro.
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Stromboli.
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Viaggio in Turchia
Scorgi lontano, inaspettate alte torri appuntite di minareti; Per i quartieri e le strade affollate s'odono canti dal vento portati; sono preghiere rivolte ad Hallá, come una nenia si sparge in città. Un ponte lungo sul Corno D'oro, sembra la tela di un capolavoro. Poi inoltrandoti in terre sognate, ecco Zelve coi camini delle fate: sono casette a forma di funghi, con finestrelle scavate ovunque. In una valle che sembra incantata, sabbia sottile come panna montata. Per non parlare di Pamukkale con bianche tazze al naturale: son le cascate marmorizzate, brillano al sole come argentate. Ed ecco Konia coi suoi dervisci li vedi ruotare e ti stupisci. |
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La costa scozzese.
Un' infinita landa viola, ed un gabbiano che in tondo vola. Anfratti profondi di terra rossa, nidi scavati su terra smossa. Una spumosa onda vermiglia lima la ghiaia frammista a conchiglia. Chiesette bianche, su prati turchese sopra una roccia in alto protese, e variopinte casette in sequela lungo la costa che il mare rivela. In fondo a una lingua di terre emerse svetta un Castello con mura riverse, una fortezza ormai diroccata Come una favola già raccontata. |
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L’amore notturno. Sulla città che dorme la notte si distende a spegner brace nel cor sempre latente. Vola il notturno zefiro a destare quel tanto dell’amor che resta ancora. Di sana voluttà senza tormento il corpo freme. Compagna mia d’amor, o notte chiara, tu per l’eterno vai e dell’effimero mortal poco ti cale, fermati alfin e godi della bellezza umana. |
Tregua in Palestina Sa d’incenso e di castagna, languido e struggente vola dalla campagna sulla città fremente un suono di zampogna. Aleggia, poi si insinua nell’animo rabbioso, placa rancori ed odio e in Palestina giunge, al cor della pattuglia Tra il pianto delle madri, tra i morti e le macerie s’arresta la
mitraglia.
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Fine