Viaggio in 4 atti lungo le coste della Scozia

4° Parte: da Ullapool all'isola di Skye  


Dopo la disavventura della foratura della gomma e dopo essere passati per l'incantevole cittadina di Eribool, sull'omonimo fiordo, giungemmo a Ullapool: un borgo di pescatori composto da tante casette colorate, situato anch'esso su un profondo fiordo. Qui pernottammo in un bed and breakfast molto suggestivo, che affacciava sul mare, con una graziosa veranda, con pochi tavoli per la colazione, ma adornata da tanti vasi pensili pieni di fiori variopinti.
La mattina successiva partimmo per Inverewe, a pochi chilometri da Ullapool, per vedere finalmente questi famosi giardini tropicali.

 

Erano situati lungo il bordo di un fiordo: loch Ewe, dove d'estate pare giunga la "corrente del Golfo".
Effettivamente c'erano tante piante fiorite e tante aiuole ricche di fiori variopinti: dalie, rododentri, fuchsie, e glicini.
Passeggiamo lungo sentieri bordati di fiori e sotto enormi alberi dagli enormi grappoli di fiori gialli, che formavano una fantastica galleria colorata.
Ma la cosa che più mi colpì, furono le coltivazioni di pomodori, piselli e soprattutto cavoli giganti dal colore viola, che non avevo mai visti prima.
Quindi Partimmo per l'isola di Skye , dove avremmo visto un'altra meraviglia della natura: le "Fairy Pools" : le magiche piscine delle fate.

 

Lungo la strada ci fermammo ad ammirare il castello di Eilean Donan un posto fantastico in cui su un isolotto in mezzo al mare, congiunto con la terra da uno strettissimo ponte, c'è un antico castello.
La prima cosa che attirò la nostra attenzione fu il luogo straordinario in cui era costruito il castello: non avrebbe potuto essere migliore! Si tratta di un‘isola in cui convergono tre laghi (in realtà è una lingua del mare, o Lochalsh): Loch Long a nord, Loch Alsh a ovest e Loch Duich a sud-est.



Dopo aver visto la bellezza mozzafiato di questo paesaggio,  proseguimmo il nostro viaggio.
Poiché avevo la necessità di fare benzina alla macchina, ci fermeranno ad uno dei pochi distributori che avevamo incontrato lungo il viaggio.
Dovete sapere che in tutto il Regno Unito non esiste personale addetto alle pompe di benzina, ma devi fare tutto da solo: devi scendere dalla macchina, staccare la pompa di benzina dalla colonnina, fare rifornimento, riagganciare la pompa al distributore ed infine andare a pagare alla cassa, che il più delle volte è all'interno di una stazione di servizio, che funge anche da bar&shop.
Fermai e scesi dalla macchina, con l'intento di fare benzina. Però lo sportellino del carburante era chiuso. Cercai in tutti i modi di trovare dove era situato il dispositivo per l'apertura: sotto allo sterzo, ai lati del sedile, vicino ai tergicristalli elettrici, ma fu tutto inutile, non ci riuscii.
Nel frattempo si era formata una discreta coda di macchine.

Il signore che stava con la sua vettura dietro di me, visto che non mi muovevo, si avvicinò e cortesemente chiese se poteva essere utile. Mia moglie spiegò che eravamo stranieri e che, avendo noleggiato la macchina, non la conoscevo bene e che non riuscivo a trovare la chiavetta di apertura dello sportellino del carburante.
Il signore con la solita flemma inglese, guardò il cruscotto staccò la chiave e fece un semplice movimento di pressione sulla parte in plastica , lì dove c'è la chiusura delle portiere; si sentì un click e, come per incanto, lo sportellino si aprì.
A quel punto scoppiammo tutti a ridere.