Lo scoiattolo impertinente
( da un capo all'altro del Regno Unito)


Oggi vi voglio raccontare il viaggio che facemmo per andare a vedere " Lands End", punta estrema della Cornovaglia: capo opposto a Jhon O' Groats in Scozia.
Credo che tutti coloro che hanno visto il film: " Maledetto il giorno che ti ho incontrato" di Carlo Verdone , con Margherita Buy, conoscano le bellezze di questo luogo, perché qui furono girate molte scene di quel film.

   
 
Ci fermammo in un Holiday Park a St. Ives, una ridente cittadina situata poco prima della punta estrema della Cornovaglia, su uno sperone di terra abbastanza stretto perché le case della città si affaccino, sia a sud che a nord, su due splendide baie.

 

In questo grande villaggio vacanza, ricco di fiori, di leprotti che correvano da tutte le parti, ma soprattutto di simpatici scoiattoli che si arrampicavano sui rami degli alberi, avevamo affittato un bungalow in pietra. Una folta piantagione di alti cerri ombreggiava i numerosi parcheggi, situati davanti ai cottage e ai bungalow in affitto.
Inoltre all'interno del villaggio c'era un grande campo da golf, frequentato anche da giocatori professionisti.
 
Non lontano da St.Ives, dal lato della Manica, scoprii che c'era un luogo che pensavo esistesse solo in Normandia: "St. Michael's Mount": identico a " Mont Sant Michel" !
Infatti anche qui, in una posizione quasi simmetrica a quella francese,
sormontato da una vecchia fortezza, c'è un isolotto,  che si congiunge alla terra ferma con un viottolo lastricato, quando si abbassa la marea. È inutile dire che lo andammo a visitare e, seduti su uno dei bastioni della fortezza, restammo lì a contemplare il panorama e a consumare un lauto pranzo ( un panino) fino a quando non dovemmo, di gran cariera, ritornare sulla terraferma, non appena cominciò ad alzarsi la marea. Avremmo potuto correre il rischio di restare bloccati per altre 6 ore.

Una mattina, mentre sorseggiavo un buon caffè (portiamo sempre con noi la vecchia "moka"), avvicinandomi alla porta a vetri dell'ingresso per vedere le condizioni del tempo, mi accorsi che, poggiato con le zampine sulla parte inferiore del vetro, c'era un simpatico scoiattolo che sbirciava dentro. Per non farlo scappare mi mossi lentamente e tentai di aprire la porta per farlo entrare, ma non appena si accorse della mia presenza fuggì e si andò a nascondere dietro al muro della casa, sulla destra.
Poiché ne intravedevo la coda, lasciai la porta d'ingresso socchiusa e corsi a prendere un biscottino che, misi per terra davanti all'uscio per attirarlo ed aspettai. Non dovetti attendere molto, perché lo scoiattolo, con fare guardingo, arrivò, prese il biscotto e fuggì via. Non andò molto lontano, si fermò a qualche metro per sgranocchiare il biscotto. Ripetemmo questa operazione diverse volte, ma ogni volta collocavo il biscottino sempre più vicino alla soglia, con l'intento di farlo entrare.
Fu così che riuscii ad attrarlo nella stanza, anche se con fare sospettoso; ogni volta prendeva il biscottino e correva fuori. Intanto non mi ero accorto che erano finiti i biscotti (il pacco, purtroppo, fin dall'inizio, era quasi vuoto). Non sapevo come fare per invogliarlo a tornare, quando mia moglie mi suggerì l'idea di provare a dargli un grissino. Infatti, ne presi uno e tenendolo per un'estremità glielo porsi; lo scoiattolo, che nel frattempo era diventato  meno diffidente nei miei confronti, si avvicinò, afferrò il grissino per l'altra estremità e corse via.
Questa volta, poiché la preda era molto più grande, non si fermò a pochi metri da casa, ma si arrampicò su un ramo di un alto albero e lì vidi che, mantenendo il grissino col le sue piccole zampine, lo sgranocchiava felice.