I gabbiani di Llandudno.

La necessità aguzza l'ingegno.

Avevamo da poco comperato un bungalow sulla costa nord del Galles, quando una mattina decidemmo di andare a visitare una cittadina a pochi chilometri da casa: Llandudno. 
Il paese è situato in una stupenda insenatura ed è racchiuso ai lati da due promontori: ad oriente " Little Orme", mentre ad occidente "Great Orme"; due superbi promontori che dominano dall'alto una verde vallata esposta a nord sull'oceano Atlantico, su cui si specchia una ridente cittadina costruita agli inizi dell'Ottocento, ricca di alberghi, piccoli e grandi, che, allineati, si estendono lungo tutta la costa, da un capo all'altro. Una larga strada asfaltata costeggia la riva nord del paese e tra la strada e il lembo del mare c'è  un lunghissimo e largo marciapiede, ideale per godersi una piacevole passeggiata.
Ma la mia più grande meraviglia fu nel vedere questo bellissimo nastro lastricato ricoperto di infiniti pezzetti di "scorze di cozze".
In cuor mio pensai: " Però questi gallesi sono proprio degli sporcaccioni! Prima mangiano le cozze e poi buttano le scorze a terra!...Altro che gli italiani!" .
Però, mentre stavamo passeggiando, all'improvviso, sentii giungere dall'alto, quasi sui piedi, una cozza che si ruppe in mille pezzi, e, altrettanto all'improvviso, vidi piombarmi davanti un grande gabbiano che in un baleno afferrò la parte molle della cozza, che si era rotta, e volò via. Solo allora capii l'arcano: non solo nell'uomo  ma in tutte le specie animali, " la necessità aguzza l'ingegno".
I gabbiani non sapendo come fare per riuscire a spaccare le cozze e prenderne il nutrimento, staccavano col becco le cozze dagli scogli, poi volavano in alto e le lasciavano cadere sul duro marciapiede, in modo che si rompessero a pezzi.
La cosa mi stupì molto e levando lo sguardo in alto vidi numerosi gabbiani che ripetevano lo stesso gesto... Non si finisce mai d'imparare.